[D&R] Dietro le quinte: la creazione di Jamboard

2017.12.07 by 

Abbiamo fatto due chiacchiere con TJ Varghese, product manager senior in Google, per sapere che aiuto hanno dato lui e il suo team nella creazione della prima lavagna digitale collaborativa — Jamboard — e il ruolo che gioca la tecnologia per stimolare la creatività durante e fuori dai meeting.

Sembri avere una grande passione per la creatività e la collaborazione. Ci parli un po’ della tua esperienza?
Ho iniziato a lavorare in Google nel 2012 dopo l’acquisizione di Quickoffice e ho iniziato a lavorare con i team di Google Docs e Drive . Ho trovato interessante che i membri del team utilizzassero Docs durante le videoconferenze per presentare informazioni e comunicare idee. I documenti non si prestano molto facilmente all’espressione visiva libera, come le discussioni sui progetti o l’analisi dei flussi di un processo.
Ragiono per immagini e preferisco abbozzare delle note o “esprimere” un’idea mostrandola. Questo mi ha fatto pensare che ci deve essere un modo migliore per condividere le idee visive con qualcuno dall’altra parte del mondo durante una conferenza.

Come vi è venuta l’idea della Jamboard?
Nel 2013, io e Barine Tee, un ingegnere del software, abbiamo partecipato a una competizione Google Hackathon. A pranzo abbiamo buttato giù un po’ di idee da presentare e alla fine abbiamo deciso per un’app per tablet collaborativa per disegnare che fosse in grado di aggiungere elementi visuali alle discussioni di gruppo in tempo reale. Lo stesso giorno abbiamo creato un prototipo.

Avete vinto l’hackaton?
Siamo arrivati secondi, dietro a un team che ha creato un’app per pianificare i viaggi. È dura battere le vacanze! Questo, comunque, ci ha aiutati a iniziare a chiedere consigli su come migliorare l’app.

Come ha fatto Jamboard a diventare un progetto ufficiale?
Dopo l’hackaton, io e Barine abbiamo continuato a lavorare parallelamente a Jamboard. Entrambi lavoriamo a New York, ma lui vive in Pennsylvania e passa parecchio tempo in viaggio fra casa e lavoro. Per questo, nel tragitto, continuavamo a utilizzare il prototipo. I vincoli geografici possono sembrare un ostacolo, ma per noi è stato l’opposto. Abbiamo collaborato utilizzando l’app nonostante fossimo in Stati diversi. Questo ci ha obbligato a sistemare più rapidamente i bug, perché per procedere con la nostra idea avevamo bisogno dell’app.
È stato più o meno in questo periodo che Google ha creato un team interno focalizzato sul futuro del lavoro. L’aumento dei lavoratori da remoto e le tecnologie come il machine learning sul posto di lavoro hanno creato nuove opportunità per la collaborazione e gli strumenti creativi. Jamboard sarebbe stata perfetta per questo progetto. Nel corso di 3 anni, il progetto e il team sono cresciuti da due impiegati a più di 40.

E che lavoro è stato fatto dal team per migliorare Jamboard?
Abbiamo continuato a concentrarci sul voler risolvere problemi reali per i team. Gli utenti continuavano a mandarci feedback dove dicevano che avrebbero voluto uno schermo più grande per potersi esprimere al meglio e semplificare i flussi di lavoro, quindi abbiamo evoluto la nostra soluzione per farla diventare qualcosa di più di un’app per tablet e abbiamo iniziato a pensare all’hardware.
Una complessità in più, ma sappiamo tutti che per creare una buona lavagna digitale bisogna avere l’impressione di stare scrivendo su una lavagna vera, quindi serviva uno strumento con latenza, o lag, bassissima. Per rendere reale tutto questo siamo tornati all’idea della lavagna e abbiamo creato Jamboard come un vero e proprio dispositivo partendo da zero, unendo design, software e hardware in un’unica esperienza.


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Come possono Jamboard e G Suite rendere i team più creativi?
Con G Suite vogliamo fare in modo che i team massimizzino la loro creatività e ridefinire il tipo di lavoro che da sempre vive fra i confini delle presentazioni formali e degli allegati delle email. Ecco perché abbiamo creato strumenti pensati per il cloud come Docs e Slides, dando a tutti la possibilità di collaborare all’istante da qualsiasi luogo. Oltre a questi, Hangouts Meet e Chat danno la possibilità di condividere le idee faccia a faccia o tramite la messaggistica di gruppo.
Grazie a Jamboard sarà possibile abbozzare le idee mano a mano che ti vengono in mente e guardare come i colleghi affrontano un problema a prescindere da dove siano, come se foste tutti nella stessa sala riunioni davanti a una lavagna. Molte aziende usano già Jamboard in modi creativi. Ad esempio, Instrument usa Jamboard per creare e presentare i processi creativi ai clienti , mentre aziende più grandi, come Dow Jones e Spotify, la inseriscono all’interno del propri flussi di lavoro per dar vita alle loro idee e rendere le riunioni più produttive.

Quale ruolo pensi che abbia l’intelligenza artificiale nel migliorare la produttività delle aziende?
Penso che siamo proiettati a un futuro dove gli strumenti di produttività diventeranno sufficientemente intuitivi e intelligenti da aiutarci a passare rapidamente dalle idee all’azione. Riteniamo che l’intelligenza artificiale possa aiutare i team a eliminare il tempo perso in attività banali come organizzare manualmente i meeting. Ma può anche aiutarci a far emergere e strutturare i contenuti, dandoci la possibilità di passare più tempo a realizzare e migliorare le idee.
Sono tutte opportunità emozionanti che non vediamo l’ora di esplorare con Jamboard.

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